Freiheit statt Vollbeschäftigung
Deutsch (DE-CH-AT)English (United Kingdom)Español(Spanish Formal International)French (Fr)Italian - ItalyNederlands - nl-NL

> Libertà invece della piena occupazione

1. Accordare alla prestazione lavorativa un valore fondamentale in funzione della partecipazione al benessere è giusto finché il benessere viene generato prevalentemente dalla forza lavoro umana. Oggi invece in misura sempre maggiore il lavoro umano viene sostituito da quello delle “macchine” (macchinari e software).
Se continuiamo a ostinarci a voler distribuire il reddito esclusivamente in base alla prestazione lavorativa, ciò condurrà a un aumento della disoccupazione o a un abbassamento dei redditi.

2. Il benessere del nostro paese è il benessere di tutti i suoi cittadini. Esso deriva dalle prestazioni di tutti i cittadini, ma anche dalle prestazioni delle generazioni precedenti.
Pertanto, la giustizia impone che tutti i cittadini partecipino a tale benessere.

3. Il nostro benessere è il risultato di innovazioni di successo che consentono un aumento della produttività e del valore aggiunto: esse permettono di automatizzare i processi lavorativi e di economizzare la forza lavoro.
La disoccupazione non è segno di povertà, bensì espressione della produttività e della ricchezza del nostro paese.

4. Rinunciare a innovazioni significa rinunciare al benessere e quindi alla libertà dal lavoro inutile.
La libertà dei cittadini è anche la libertà dal lavoro inutile che può essere eseguito da macchinari programmabili.

5. Costringere i disoccupati e coloro che percepiscono l’assistenza sociale a lavorare equivale a una mancanza di fiducia nei loro confronti rispetto alla consapevolezza da loro acquisita circa l'importanza del bene comune e limita le libertà civili.

6. Continuare a perseguire l'obiettivo della piena occupazione significa punire i disoccupati e i lavoratori per la produttività economica del nostro paese.
Essi vengono costretti a vendere la loro forza lavoro in cambio di salari e stipendi sempre più bassi, accompagnati da garanzie sociali ridotte, nonostante la loro forza lavoro non sia in realtà più necessaria.

7. Continuare a perseguire l’obiettivo della piena occupazione significa anche che i cittadini vengono costretti – senza alcuna necessità – a effettuare stabilmente lavori che sono automatizzabili. Il lavoro automatizzabile è sostituibile e, in quanto tale, non può dare alcun senso di utilità a chi lo compie.
Continuare a perseguire l'obiettivo della piena occupazione significa quindi - per un numero crescente di cittadini - perdere il piacere di svolgere un lavoro che offra un senso.

8. Continuare a perseguire l’obiettivo della piena occupazione equivale a uno spreco del tempo di vita dei cittadini che vengono costretti a effettuare lavori ripetitivi e umilianti. Il tempo viene “ammazzato” e non sfruttato per attività assennate; la dignità umana viene calpestata.

9. Quando la dignità e l'integrità umana non costituiscono più il principio fondamentale su cui si basa qualsivoglia decisione politica, si minano le fondamenta della collettività politica.

Proponiamo:
Un reddito di base incondizionato per tutti i cittadini...

... rafforza la famiglia. Essa potrà dedicarsi all’educazione e alla cura dei figli senza preoccuparsi di garantire il proprio reddito.

... promuove l’innovazione in tutti i settori della società e consente la necessaria tranquillità. Sarà possibile sviluppare liberamente idee innovative senza dipendere dalle esigenze del mercato.

... rafforza le imprese. Esse potranno intraprendere la via dell’automazione senza preoccuparsi dei lavoratori licenziati. Esse potranno contare su collaboratori partecipi perché l’attività lavorativa verrà svolta su base volontaria.

... rafforza l’economia. Non sarà più necessario sovvenzionare industrie e settori antieconomici.

... consente un radicale abbattimento della burocrazia anche per ciò che riguarda i sistemi di sicurezza sociale. Un reddito di base incondizionato sostituisce in ampia misura le attuali prestazioni sociali.

Un reddito di base incondizionato per tutti i cittadini rafforza la loro disponibilità ad assumersi responsabilità e garantisce loro la libertà di farlo.

Ute Fischer, Stefan Heckel, Axel Jansen, Sascha Liebermann, Thomas Loer

 Traduzione: Marta Cadoni & Karin Obkircher
Per domande in Italiano rivolgersi a Stefan Moritz

26. August 2005

 

Fare spazio alla libertà